Collana Narrativa

Avevo le Spine

Avevo le Spine- Floriana Alfieri- Cartaceo- 15 Euro

Anna e Piero sono una coppia stabile e anche se la madre di Anna non gradisce Piero la loro relazione continua. A farla vacillare però sono i figli che non arrivano,ma quando una gravidanza inaspettata li porta al settimo cielo dalla felicità,ben presto si accorgono che non potranno mai essere genitori. Ognuno di loro reagisce a modo suo e quando perdono il bambino,perdono anch’essi la loro strada. Comincia una metamorfosi che porterà Anna a essere una persona diversa anche grazie a unincontro inaspettato. Il percorso di maturazione porterà Anna a riconciliarsi con il mondo ma qualcosa minerà la sua nuova vita nonostante le premesse. Inpreviste situazioni porteranno la protagonista a rivalutare il suo nuovo mondo. Anna aveva le spine e vive una vita sulle spine,in un’attesa logorante di cambiamento.Amore,delusione e incapacità di reazione saranno le nuove sfide a cui non si potrà sottrarre in un continuo alternarsi di avvenimenti. Una storia unica e avvincente ma allo stesso tempo simile a tante in cui il lettore o la lettrice potrà identificarsi con il destino dei protagonisti.

FRANCESCA – LA DUCHESSA DELL’OMBRONE-

FRANCO RISTORI FRANCESCA LA DUCHESSA DELL’OMBRONE cartaceo 16 Euro

Antino della Quercia un grande uomo,e questa storia ha il sapore di un racconto moderno,la rapidità dei fatti,il luogo in cui si sono svolti,in un ambiente di nobili dove nasce un’amicizia impensata e inattesa. Una vera amicizia,un vero amore,con tragiche conclusioni.Il turpe pensiero umano,pone fine a sogni e speranze,dove la paura e il sospetto,portano anche a chi ha avuto la possibilità di fare una vita agiata di macchiarsi l’onore con azioni vili verso congiunti e amanti. A volte il denaro non è sufficiente ad ottenere il proprio volere o soddisfare le proprie voglie e non riesce a rompere il vero amore e l’amicizia.

UN GENIALE SPINGILEGNI

VENANZIO BERTON – UN GENIALE SPINGILEGNI-

Autore/ Venanzio Berton ISBN 9788894- cartaceo

Venanzio Berton nel suo libro “Un geniale spingilegni”trasforna il lettore in spettatore tante sono le assonanze con una sceneggiatura cinenatografica. L’Autore non scrive una normale storiella,ma quasi un dècoupage, descrivendo le vicende che si susseguono nel libro come se fossero delle singole immagini che si presentano al lettore-spettatore in modo vivace, coinvolgendolo piacevolmente.Uno scrittore dunque,che è anche regista delle sue creazioni. il concetto del gioco richiama a un concetto più profondo che è il gioco della vita,a differenza degli scacchi, con le sue regole immutate, ha regole aperte e manifesta la sua creatività nel piacere della finzione,dell’improvvisazione, dell’invenzione e del cambiamento. Anche la scrittura rivendica il suo diritto a essere gioco, dove l’ordine è compatibile con il disordine, dove sim affrontano nel movimento incalzante delle parole, i sogni, i progetti, e le speranze degli uomini.

IL GIOCO NELLO SPECCHIO- Federica Innocenti- cartaceo

I cambiamenti radicali,le drastiche decisioni,il desiderio di allontanarsi da tutto e da tutti celano un malessere che spesso è camuffato,attribuito adaltro” ,più che a noi stessi. Lo sa bene l’autrice dell’opera intitolata ” Il gioco nello specchio” e lo rivela in modo disarmante tramite una storia che è quasi uno specchio in cui il lettore può intravedere parte di sè e della complessità umana. Tramite un procedimento narrativo che sovverte l’ordine cronologico della narrazione,raccontando eventi accaduti precedentemente,un vero e proprio salto nel passato,narra due storie ambientate in due periodi storici differenti e che confluiscono in un unico messaggio. Si può essere felici solo e semplicemente essendo se stessi. La protagonista del racconto,una donna bella ,giovane e intelligente,scopre la felicità lasciando cadere una maschera,quella che la società e lei stessa si era imposta ad ogni costo. Niente e nessuno era riuscito a toglierla prima d’ora. l’affetto della famiglia,l’amore per la figlia,la grande passione per la musica,non riuscivano a scalfire quel diamante che sembrava avere al posto del cuore.